Daniele Carella 21 anni , al lavoro consegna dei giornali assieme al padre.
Ermanno Masini pensionato di 64 e volontario dell’associazione “unione samaritani”, porta a spasso il proprio cane.
Alessandro Carolè 40 anni , si trova davanti a un bar-gelateria.

Il destino vuole che la mattina del 11 maggio 2013 incontrino un’altra persona che si trovava nel loro stesso posto , nello stesso momento: Adam Mada Kabobo, Ghanese, 31 anni.
Loro 3 verranno barbaramente uccisi a picconate, altri verranno feriti in maniera non letale dalla furia di questo animale che dapprima picchiava gente a caso con un tubo di ferro, poi siccome le ferite non erano sufficientemente dannose, si andò a procurare un piccone da un cantiere vicino, aggredendo alle spalle i passanti.

Nel 2011 Kabobo arriva come clandestino e fa domanda per ricevere ASILO POLITICO , ma gli venne concesso solo un permesso di soggiorno temporaneo (come previsto dalla legge); tuttavia la commissione regionale, incaricata di valutare la sua situazione, respinge la domanda e mette fine alla validità del permesso.
Come molti altri africani nella sua condizione, Kabobo fa ricorso e diventa «inespellibile».
Alla fine di luglio 2011 arriva nel Cara di Bari (Centro accoglienza richiedenti asilo), dove il primo agosto scoppia una rivolta tra i circa 200 ospiti, che lamentano i ritardi nel riconoscimento dello status di rifugiati. Sono 35 i poliziotti feriti per il lancio di pietre e decine gli stranieri fermati fra cui anche il ghanese (accusato fra l’altro di furto aggravato).
Una volta scarcerato per la rivolta del Cara, Kabobo si sarebbe trasferito a Foggia dove viene costretto ad obbligo di dimora per una rapina. Kabobo disattende la misura restrittiva e per questo viene nuovamente arrestato e trasferito nel carcere di Lecce.
Qui, a conferma del suo temperamento burrascoso, l’extracomunitario si becca una denuncia per danneggiamento per aver spaccato un televisore. Dal penitenziario uscirà – a titolo definitivo – il 17 febbraio 2012. Il motivo del rilascio è disarmante: decorrenza dei termini di custodia. Da quel momento, diviene uno dei tanti immigrati clandestini in giro per il nostro Paese.

Vanno cambiate le leggi! Non doveva nemmeno entrare, e una volta riuscito ad entrare doveva poter essere espulso dalle autorità. Dimostratosi recidivo e pericoloso, andava detenuto con pene superiori a quelle già avute… e non lasciato in libertà!

Rispunta sucessivamente a Milano, dove i carabinieri lo notano mentre si aggira davanti a una farmacia in viale Monza. Kabobo viene accompagnato in caserma per l’identificazione e il fotosegnalamento, non ha documenti e gli vengono prese le impronte digitali , dopo i quali viene rimesso in libertà in quanto non risulta avere «pendenze giuridiche». Poiché è ancora in attesa di scoprire l’esito del suo ricorso, non può essere allontanato dall’Italia – è la legge – e una volta messo alla porta dai militari, si trasforma in un senzatetto.

Perchè la legge non ci protegge? Perchè la polizia non può intervenire in questi casi? Perchè non si fa prevenzione? Perchè perfino a danno compiuto si fa poco, o niente, per evitare che possa riaccadere?

La sua storia non è diversa da quella di molti altri suoi connazionali. È legalmente autorizzato a stare in Italia, sebbene abbia precedenti penali, abbia partecipato a una sommossa, lanciato pietre, rubato, danneggiato proprietà e aggredito poliziotti. La sua condizione di immigrato clandestino non gli ha impedito di vivere all’aria aperta – esclusa la breve parentesi nel penitenziario di Lecce – né di continuare un’esistenza da balordo senza punti di riferimento.

Nel frattempo nel nostro paese si è pensato bene di abolire il reato di clandestinità , e tentare di introdurre lo jus soli (per regalare la cittadinanza Italiana , come in un FUSTINO DI DETERSIVO).

La motivazione da lui addotta, che è probabilmente riuscita ad impietosire qualche buonista terzomondista, è “sentivo le voci“, invocando l’infermità mentale, ma finisce nel carcere di San Vittore, dove il novembre successivo tenta di strangolare il compagno di cella.

Gli è stata confermata la pena di 20 anni, al netto dello sconto di un terzo del totale.
Le vite di Daniele, Ermanno ed Alessandro, valgono davvero meno di 7 anni “a testa” (mi scuso per l’espressione) di libertà di Kabobo?

IN ITALIA UNO COSA DEVE FARE PEGGIO DI COSI’ PER AVERE L’ERGASTOLO ????
QUANTI ALTRI KABOBO DOVREMO ACCOGLIERE PRIMA DI CAPIRE CHE SERVE PIU’ PREVENZIONE CON TUTTI QUESTI STRANIERI CHE ARRIVANO ?????

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