rom-zingari-nomadi-qp.jpgPer quanto riguarda i rom, la convivenza non funziona da nessuna parte, in nessuno Stato questi transitino. Gli stessi stati dell’Europa dell’est (ROMANIA, BULGARIA, UNGHERIA, MONTENEGRO, MACEDONIA, KOSOVO, SERBIA, BOSNIA, eccetera), che una volta ne contenevano le quantità maggiori, li inducono più che volentieri ad espatriare per dirigersi in altri luoghi, ed il nostro, dopo la loro entrata in UE è gettonatissimo.
Se tutti li odiano, evidentemente è perchè conducono uno “stile di vita” che non è compatibile con quello delle popolazioni delle terre in cui, (spesso abusivamente), si insediano.

Come sostiente l’enciclopedia Treccani: “Una caratteristica dei conflitti etnici è la tendenza a perdurare nel tempo: che siano pacifici o violenti, essi si perpetuano attraverso le generazioni.”
I mondialisti non saranno molto contenti nel sapere che, sempre lì , vi si legge: “Il relativo ‘ottimismo’ che aveva caratterizzato i politologi nel dopoguerra, la credenza che forme di attaccamento ‘primordiale’ alle proprie radici etniche potessero essere definitivamente superate da moderni metodi di nation-building (‘costruzione delle nazioni’ attraverso lo Stato: v. Connor, 1994), ha lasciato spazio negli anni novanta ad una letteratura di segno inverso, che tende a sottolinearne invece l’intrattabilità e la persistenza (v. Smith, 1991 e 1998).
In seguito a tali sviluppi, si è diffusa la convinzione che i processi di democratizzazione portino quasi inevitabilmente ad un’accresciuta conflittualità etnica.”

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