L’islam non è una religione ufficialmente riconosciuta dallo Stato Italiano, al contrario invece di molte altre (es: ebrei, induisti, buddhisti, ortodossi, luterani, avventisti, eccetera…)

Per esserlo infatti, una religione deve aderire ai fondamenti della nostra costituzione.
I problemi principali riscontratisi nella posibilità di considerarlo come le altre religioni (che in teoria predicherebbero pace), pare siano legati alla mancanza dei diritti della donna, e alla poligamia.
Quindi presumo ciò includa i matrimoni combinati, le spose bambine, le mutilazioni genitali, i matrimoni fra parenti. Ma non per come trattano gli omosessuali (associazioni gay che dite?), o per le macellazioni halal di animali, oltre ai rituali festeggiamenti con sgozzamenti di massa (animalisti che dite?).

Non c’è dunque un interlocutore unico; e chi mai dovrebbe esserlo ? All’interno dell’islam ci sono miriadi di correnti diverse (Es: Sunniti, Sciiti, Wahabiti, ecc…) che in molti casi si odiano e si scannano pure fra di loro.
Gli imam (l’equivalente dei loro sacerdoti) sono autoproclamati, per cui qualsiasi malato di mente invasato può diventarlo, basta che abbia un seguito….

In queste condizioni ovviamente, non possono ricevere l’ 8xMille, (e vorrei anche vedere!), ma rimpiazzano adeguatamente le entrate con le offerte dei fedeli, e di facoltosi “amici” mediorientali.

L’islam, nella sua forma più ortodossa, deve essere “din wa dawla“, ovvero: religione e stato. Infatti nacque come progetto socio-politico e militare, per regolare in toto, la vita delle persone, fra cui ANCHE l’aspetto religioso.
E’ sbagliato considerare l’islam una religione: esso include anche quell’aspetto ma non è solo quello, tant’è che dove vige la sharia (legge islamica) esistono i tribunali islamici.
L’uguaglianza laica tra i cittadini viene sempre più spesso sostituita da una legislazione che traccia una linea di separazione tra credenti e non credenti.

Il diritto musulmano divide i viventi secondo categorie religiose che permangono anche dopo la morte. Innazitutto esiste la divisione tra le
-Terre d’islam (dar al-islam) e le
-Terre di Guerra (dar al-harb) o Terre di miscredenti (dar al-kufr).

Nelle Terre d’islam, la divisione è tra
-musulmani
-gente del libro (cristiani ,ebrei, zorosatriani,sabatei induisti) (kafir)=miscredenti o infedeli
-politeisti (kafir) (mushrik)
-apostati. (murtad)

Ciò deriva dal fatto che nel 622 Maometto così aveva organizzato la città di Medina.
(Corano 49,10) i credenti musulmani sono fratelli-appartengono alla UMMA , (che sarebbe la loro comunità)
(Corano 3,110) che è la migliore comunità per gli uomini.

Ciò significa, secondo l’Islam, che i musulmani formano una comunità-popolo eletto.

Le terre della guerra (Dar al Harb), sono quelle ancora governate dagli infedeli. Le Terre d’Islam sono quelle sottoposte al potere islamico, siano esse abitate da tutti musulmani o no. Le altre terre oggi sono terre di miscredenza,ma un giorno saranno musulmane.
La guerra (harb) è lecita soltanto per espandere l’Islam. E’ dovere del buon musulmano partecipare alla guerra santa (jihad) per ricondurre le terre della guerra sotto il governo dei musulmani.

I Musulmani sentono di avere la missione di sottomettere ad Allah tutti i popoli, “bon grè , mal grè”.
L’idea del proselitismo pacifico è estranea all’Islam, che infatti non ha missionari così come li conosce il cristianesimo.
La conversione avviene con la spada, nel senso che le popolazioni sottomesse tendono a convertirsi soprattutto per sfuggire all’inferiorità giuridica e materiale in cui vengono a trovarsi nello Stato islamico.
Si spiega così perché venga detta “santa” la guerra di conquista: essa è lo strumento del proselitismo islamico.

religionopeace

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