OGGI NON E’ CAMBIATO NULLA
INTEGRAZIONE = UTOPIA

Per tre settimane, a cominciare dal 27 ottobre 2005, prima a Clichy-sous-bois, poi a Seine-Saint-Denis (definito come il dipartimento più pericoloso della Francia), poi negli altri dipartimenti della regione Ile-de-France, da Seine-et-Marne a Val d’Oise; successivamente, in tutto il resto del Paese, notte dopo notte anche a: Tolosa, Lilla, Lione, Nizza, Marsiglia, Nimes, Montpellier, Perpignan, Bordeaux, Strasburgo, Metz, Nancy. Zyed e Bouna, nei quartieri-dormitorio diventati quartieri-ghetto degli immigrati….. si scatenò l’inferno.

Nella notte peggiore, quella tra il 6 e il 7 novembre, vennero bruciate 1.400 auto, oltre a scuole, magazzini, mediateche. All’indomani il governo decretò lo stato d’emergenza, tra coprifuochi e decine di migliaia di poliziotti mobilitati.
Nelle rivolte delle Banlieu parteciparono tantissimi “nuovi” Francesi, ovvero persone nate nel Paese, pertanto cittadini di seconda o perfino terza generazione, ma che non si sentivano tali.

Se anche dopo tanti anni di soggiorno, e se addirittura chi è nato e cresciuto non è integrato, è inutile allora accanirsi in tentativi di innesto che creano disagio sia in chi si trova senza radici e senza futuro, e anche in chi deve convivere con persone che non gradisce.
La BBC a riguardo delle tensioni razziali e religiose in Francia riporta che “L’Islam è visto come la più grande sfida al modello secolare della nazione degli ultimi 100 anni”, e l'”assertività dell’Islam francese è vista come una minaccia, non solo ai valori della repubblica, ma alla sua sicurezza”, a causa “della crescita mondiale della militanza islamica“.

In Francia ci sono stati poi gli attentati a Charlie Hebdo, Nantes , Mountrouge , al supermercato kosher di Parigi , quello all’impianto di gas industriale Air Products di Saint-Quentin-Fallavier, poi quello sventato sul treno Amsterdam-Parigi nei pressi di Arras (sventato da due soldati Americani che erano in licenza), i 7 di Parigi con un bilancio altissimo di morti e feriti al punto da considerarlo da alcuni come l’11 settembre Francese, e più recentemente, proprio in un giorno che sarebbe dovuto essere di festa (Nazionale), la carneficina sul lungomare di Nizza.

In Italia sembrerebbe di trovarsi ancora ad uno stadio leggermente antecedente a questo, ovvero: stiamo saggiando ora i disagi delle periferie delle città, le tensioni inter-religiose ed inter-etniche, ma la nostra strada sarà la stessa se non facciamo prevenzione e se non impariamo dagli errori altrui.

Annunci