C’era una volta, una piccola isola lontana chiamata Bellisola.
I Bellisolani ci vivevano bene, con poco, in maniera semplice, ma felice. Certo qualche malandrino ogni tanto ne combinava una, come rubare una gallina, assai preziosa da quelle parti, ma salvo qualche disputa le cose riuscivano a sistemarsi senza troppi disastri.

Un bel giorno un gruppetto di isolani che abitavano la vicina isola di Adhridhia sbarcarono su Bellisola chiedendo se potevano rimanere a pescare un po di pesce dalle loro acque, e se potevano offrigli qualcosa da mangiare visto che nella loro isola non si stava molto bene.
I Bellisolani acconsentirono, e ospitarono questo gruppetto di visitatori. Finirono con il rimanere ed insediarsi, ma ai Bellisolani non davano fastidio più di tanto, in fondo erano pochi.
Ogni tanto questi pochi mostravano dei comportamenti che erano di disagio agli altri, ma loro si giustificavano sempre dicendo che nella loro isola usava fare così.
Col tempo il numero degli Adhridhiani aumentò e con loro anche certe scorrerie, ma fintanto che il numero non diventò nutrito, i Bellisolani pensavano di continuare a chiudere un occhio e di cercare di vivere come avevano sempre fatto, ignorando i nuovi problemi che erano arrivati insieme ai nuovi abitanti dell’isola.

Gli Adhridhiani erano furbi, avevano capito che bastava chiedere, e ottenevano.
Vedendo l’andazzo preso, non sempre i Bellisolani erano disposti a dar loro qualcosa, a quel punto gli Adhridhiani iniziavano a piagnuccolare, dicendo che i Bellisolani erano cattivi a non voler dividere con loro quel che avevano, e che la loro isola di provenienza era brutta.

Questa situazione allargò ancor di più la spaccatura che si era formata all’interno dei Bellisolani originari.
Si crearono addirittura due fazioni: i Bellisolani “globini” che erano favorevoli all’arrivo cospicuo di altri forestieri, e i Bellisolani “localini” che invece ritenevano di aver già raggiunto il massimo numero tollerabile.

Con l’aumentare degli stranieri, le liti fra Bellisolani Localini e Bellisolani Globini erano all’ordine del giorno, così come con gli stessi forestieri.
I Globini accusavano di continuo i Localini, e intanto di nascosto ricevevano dei regali dagli Adhridhiani.
L’affare si fece remunerativo, e con il tempo, a fronte di un peggioramento di Bellisola, iniziarono ad aumentare a dismisura gli Adhridhiani in giro, al punto che oramai ovunque si andasse, c’era sempre qualcuno di loro.
I Globini traevano guadagno da questa cosa perchè, se anche ciò provocava il kaos, loro si prendevano sempre più regali dai nuovi arrivati.
Iniziarono però anche episodi violenti, e forti discussioni rimaste irrisolte.
Gli Adhridhiani avevano molte pretese e critiche nei cronfronti dei Bellisolani, e per una convivenza meno riottosa all’interno dell’isola si crearono inevitabilmente delle zone diverse, in cui si concentravano i vari gruppi: “noi stiamo di qua e se entrate vi picchiamo”.

Mescolati agli Adhridhiani però non c’erano solo altri come loro, ma addirittura un sacco di altre persone sconosciute che provenivano da altre isole ancora, e che volevano approdare a Bellisola.
Si era sparsa la voce che se arrivavi, potevi insediarti e iniziare a “prenderti” quello che volevi.
Ai Bellisolani-Localini non stava bene questa cosa, ma oltre che dagli Adhridhiani venivano zittiti dai Bellisolani-Globini che si prendevano sempre più regali e ci facevano pure la figura dei buoni, mentre infangavano i Localini oramai dipinti come cattivi.
A questo punto l’isola era sempre più divisa, e oltre agli Adhridhiani, si erano insediati abitanti di altre isole che avevano occupato a gruppi varie aree di Bellisola, creando di fatto un monopolio di quelle zone, proibendo l’entrata a tutti gli altri.
Le regole di queste zone erano :
HAI BISOGNO ? PRENDI
NON TI PIACE ? DISTRUGGI.

Purtroppo erano regole che non garbavano ai Bellisolani ma questi erano in minoranza e non potevano più farci nulla.
Tentarono anche di ribellarsi ma oramai era troppo tardi, gli altri erano troppi! Il loro raggio di azione si era sempre più ristretto finendo per vivere confinati in un angolino della (loro) isola e lasciando tutto il resto ai nuovi arrivati.
Per far digerire la situazione, i Globini dicevano: “Che bella un’isola multipopolata!” , ma non si stavano accorgendo che lentamente Bellisola si stava trasformando in Adhridhia, sia per le risorse scarseggianti, sia per il modo di vivere, sia per gli abitanti in giro.

Alcuni Bellisolani-Localini scapparono, ma per fortuna altri no.
I Bellisolani-Globini invece stipularono un alleanza con i nuovi arrivati, per tentare di sottomettere gli ultimi Localini rimasti nel loro angolo di isola.
Le razzìe e le violenze aumentarono ulteriormente, e la ebbero vinta i nuovi isolani che erano appunto alleati ai Bellisolani-Globini.

I Bellisolani-Localini erano stati buoni all’inizio concedendo agli ospiti di stare un po nella loro isola. Erano stati generosi ad aiutarli e a nutrirli, concedendogli perfino di chiamare altri loro amici.
Ma si presero dei “cattivi”.
Non importava quanto fossero di aiuto, loro si prendevano lo stesso dei “cattivi”.
Non riuscirono a ribellarsi, o per lo meno ci provarono ma non riuscirono a farlo efficacemente.

Bellisola oramai era un lontano ricordo di quella che era un tempo.
La criminalità dilagava, non si viveva più tranquilli come un tempo, e nessuno si sentiva più sicuro a girare.
Col tempo i Bellisolani-Globini che erano alleati con i nuovi arrivati dalle varie isole circostanti, iniziarono a diminuire di numero…. o forse erano gli altri che crescevano sempre di più…..
I loro alleati iniziarono a prevaricare e ad essere prepotenti anche nei loro confronti. Infatti di regali non ne ricevevano più, e anzi, iniziarono a ricevere anche loro lo stesso trattamento che veniva riservato ai Bellisolani-Localini.

I Bellisolani-Globini capirono cosa era successo…. si resero conto della pattumiera galleggiante che era diventata la loro isola, si accorsero di avere sbagliato, di averla svenduta per pochi vani interessi, e di aver tradito la loro stessa gente.
Pensarono quindi di fare pace con i Bellisolani-Localini per tentare di riappropriarsi insieme dell’isola, ma oramai era troppo tardi: erano in netta minoranza.
L’isola non era più la loro.
I padroni erano gli altri.

Buonisti, a me non piace questa fiaba. Vorrei non accadesse mai, ma altrove è già avvenuta in passato, e attualmente è in corso in alcuni luoghi con risultati brutalmente devastanti.
Mettete da parte l’orgoglio e aprite gli occhi, per guardare non solo come stanno le cose oggi in Italia, ma come in futuro diventeranno se non rimarremo uniti a difendere quel che amiamo: la nostra terra e la nostra gente.

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