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Tempo fa c’è stato l’ennesimo sgombero, presso Ventimiglia, a pochi passi dal confine Francese, dove circa 200 poliziotti con 10 blindati si sono presentati per mettere fine al teatrino inscenato da chi pretende di passare confini senza documenti, e di introdursi forzosamente dove non è gradito.
A loro infatti si erano aggiunti anche i “No Border“, altri anarchici e disobbedienti di varia provenienza, che avevano creato una tendopoli abusiva.
I migranti erano stati ricondotti al centro di prima accoglienza, e gli attivisti portati in commissariato per l’identificazione.
Ci si domandava se sarebbe stato un provvedimento definitivo, oppure se, come si vede accadere troppo spesso anche per i campi rom, sarebbe spuntato un nuovo insediamento poco distante. Come previsto, prurtroppo, si verifica sistematicamente la seconda ipotesi.

Quel che però aveva destato attenzione, era la dichiarazione di un’attivista No Border di circa 30anni, che avrebbe denunciato alla polizia di essere stata violentata per oltre un’ora da un migrante Senegalese, mentre si trovava nella doccia allestita al campo.
Per un mese avrebbe tenuto nascosta la violenza per non danneggiare altri migranti ed evitare scandali, convinta dalle richieste degli altri No borders.
La donna ha spiegato che la sera della violenza, un sabato in cui era in corso una festa, ha gridato, ma nessuno l’ha sentita, per il volume alto della musica. E ha dichiarato di essersi decisa a denunciare l’accaduto ai poliziotti del commissariato di Ventimiglia su consiglio di un conoscente. L’autore della violenza, intanto, avrebbe lasciato la città di frontiera.
Gli altri del gruppo però smentiscono, dichiarando che la vittima in realtà era stata da loro allontanata e che non era un attivista, ma una senzatetto che si era aggregata…

I residenti della zona hanno inviato numerosi esposti per il degrado che si vive nella zona della pineta attigua ai Balzi Rossi, la musica e il baccano nelle ore notturne. Mentre i commercianti del confine lamentano che i francesi che, oltrepassando l’ex frontiera, possono acquistare tabacchi e liquori a prezzi decisamente inferiori a quelli in territorio francese, avrebbero ridotto i loro acquisti in Italia, negli ultimi tempi, proprio per il timore generato dalla presenza dei No Borders.
Quasi non si capisce se l’emergenza sia essere più quella degli attivisti che manifestano, che non quella dei migranti!

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