Ogni anno fra gli sbarchi di clandestini che arrivano in Italia ci sono anche dei minori non accompagnati.
Nel 2015 ne sono arrivati circa 9000, di cui il 95% maschi tra i 15 e i 17 anni.

Conosciamo bene con che prospettive arrivano gli adulti: senza avere un idea di che lavoro fare per mantenersi, senza fondi sufficienti per farlo in attesa di un ingaggio lavorativo, senza avere di che dormire, talvolta pure non sapendo la lingua, quindi senza avere qualifiche, e senza fornire garanzie (qui uno si domanda cosa ci vieni a fare? Quale Stato imbecille ti lascerebbe mai entrare ?).
Per i minori la faccenda non è diversa, ed è forse anche più facile per loro finire in giri di spaccio, furti, rapine, e ricettazione. Chi sta dietro il business criminale, spesso gestito da reti di connazionali, ha un potere troppo forte. Difficile uscirne.

* Randagi.
La cosa inquietante è che oltre a questi 9mila attualmente “accasati” nel Belpaese ce ne sono teoricamente altri 5434 irreperibili, ovvero minori per i quali è stato segnalato un allontanamento dalle strutture o dalle famiglie di accoglienza. Identificati al loro ingresso in Italia e poi svaniti nel nulla…

* Usati come avanscoperte dalle loro famiglie.
I ragazzi arrivano soprattutto da Egitto (22%), Albania (12,7%) e Africa Subsahariana (Eritrea, Gambia, Somalia, Nigeria, Senegal. «Spesso – si legge nell’ultimo report del Ministero – fanno ingresso nel territorio nazionale accompagnati da figure parentali di riferimento (genitori, fratelli, zii) che, una volta avuta la certezza della presa in carico da parte dei servizi sociali dei Comuni, fanno rientro nel Paese di origine».
Sanno bene che l’Italia ha ratificato la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo (1989) secondo cui i minori, anche se entrati in Italia in modo irregolare, non possono essere espulsi, tranne che per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato.

* Sanno già tutto.
Molti ragazzi si presentato spontaneamente all’Ufficio minori, indirizzati da chi è arrivato prima di loro. «Il primo lavoro è sui documenti, si cerca di contattare le famiglie per verificare le generalità, si fanno accertamenti sull’età. Se persistono dubbi, la disciplina in materia prevede che la minore età debba essere presunta».

* Il costo per ognuno.
Elide Tisi, vicesindaco di Torino, è il tutore di questi ragazzi. «Per l’assistenza di ciascun Msna lo Stato italiano stanzia 45 EURO al giorno, ma spesso questi fondi non bastano e l’ente locale si fa carico di coprire le spese aggiuntive. La rete dell’accoglienza è molto ampia e coinvolge cooperative, enti religiosi, associazioni di volontariato».
A Torino sono 8 le strutture specializzate, con percorsi specifici di formazione e la presenza indispensabile dei mediatori culturali. «Sono ragazzi non alfabetizzati, con un forte gap culturale. Chi li attira qui presenta loro una versione dei fatti molto alterata, dell’Italia come terra dei balocchi. Solo quando arrivano si accorgono che la realtà è ben diversa».

* Finti minorenni.
Leggendo le carte dell’inchiesta Mafia Capitale. «Gli immigrati rendono più della droga», dice in una telefonata intercettata Salvatore Buzzi. Il mercato più redditizio era proprio quello dei minori stranieri soli. Centri sovraffollati, uomini di 30 o 40 anni spacciati per ragazzini. Capelli tinti, barbe rasate. Una montagna di denaro.

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