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Immaginatevi un milione di extracomunitari provenienti da paesi diversi pronti ad arrivare in Gran Bretagna, e che la nostra Royal Navy assieme alle marine di una dozzina di altri Stati, pattugliando i mari circostanti ne salvasse continuamente ogni giorno. Il governo li prenderebbe? Gli Inglesi accetterebbero ? E se anche accettassero, cosa ne farebbero di tutta sta gente ?

Ebbene l’Italia sta subendo un’invasione in questa forma, con stranieri che approdano partendo dalla Libia.
Il loro governo non eletto [Renzi], ha accettato di prenderli tutti, rendendo gli Italiani, che sono fra i meno razzisti di tutta Europa, molto arrabbiati. Difficile biasimarli.
In Ottobre 2013 il governo precedente [Letta], anch’esso non eletto ed anch’esso di sinistra, aveva già ordinato tramite la costosissima operazione Mare Nostrum di operare ricerche simili, in seguito all’ennesima strage a Lampedusa, un tempo una spiaggia idilliaca e resort di un certo livello.

Quello stesso governo fece l’enorme passo di abolire il reato di clandestinità, il che ha significato che nessuno di questi sbarcati venga arrestato una volta arrivato in terra ferma.
Al contrario vengono portati nei centri di accoglienza [n.d.r bellissimo il termine originale che hanno usato “Welcome centres”] per l’identificazione e l’eventuale attesa dell’approvazione o rifiuto della richiesta di asilo.
Per la convenzione di Dublino, possono chiederlo nel primo paese di approdo, ma solo una parte di loro segue questo percorso, molti altri decidono di rimanere clandestini, infatti da questi centri sono liberi di andare e ritornare (se vogliono).

Viene dato loro alloggio e vitto, ricariche telefoniche, circa 3 euro di pocket money giornaliero, e vengono forniti corsi, se ne hanno voglia, di lingua Italiana, su come guidare la macchina e altre attività tipo come fare i gelati.
Il valore giornaliero medio di ciò che questo costa agli Italiani si aggira intorno ai 35 euro a immigrato, arrivando a un costo totale di circa 13.000 euro annui per ognuno di loro.
Si suppone che ad ognuno di loro vengano prese impronte digitali e venga scattata una fotografia, ma molti rifiutano e la polizia Italiana non insiste; il ministro dell’interno Angelino Alfano ha detto: “Non vogliono essere identificati qui, per non dover esser costretti poi a rimanerci secondo il trattato di Dublino. Quindi se un ufficiale di polizia si trova di fronte ad un Eritreo alto due metri che non vuole lasciare le impronte, non può spezzargli le dita, ma deve rispettare i suoi diritti umani.”

Qualcuno è capitato anche nel rinomato Kulm Hotel di Portofino, resort 4 stelle di lusso sulla costa Ligure, ma questo a molti non potrebbe fregare di meno.
I più spariscono e rimangono clandestini, mentre quelli che rivelano la propria identità lo fanno per tentare di ricevere lo status di asilo politico, che se anche non ottenessero, per le lungaggini del sistema burocratico Italiano, possono ricorrere in quello che si chiama “appello” e continuare per anni a vivere in quel modo.
Qualora invece qualcuno avesse la sventura di vedersi rifiutare inequivocabilmente domanda ed appello in tempi brevi, riceverebbe il foglio di via, che è facilmente ignorato.
Infatti le espulsioni forzate l’anno scorso sono state solamente 6944, numero in futuro destinato a scendere poichè è stata approvata dal governo una restrizione di non-espulsione in caso di provenienza da paesi in cui esistono violazioni dei diritti umani.
“E’ giusto così” si potrebbe pensare, ma lo sarebbe solamente se i rifugiati fossero genuinamente in fuga da guerre, cosa che non avviene perchè i reali provenienti da Siria ed Iraq sono pochissimi.

L’anno scorso la maggioranza di stranieri proveniva da paesi tipo Nigeria, Mali, Senegal, Gambia, Pakistan … paesi che forse non saranno propriamente da pic-nic ma se solo alcune zone di essi si trovano in stato di guerra, questo non garantisce lo status di rifugiato di guerra. La maggioranza sono giovani uomini single, che pagano 2000 euro per entrare di contrabbando.
Va detto che buona parte di questi sono musulmani ed è stato fatto rapporto che ci sono anche infiltrazioni di terroristi fra loro, in periodo in cui lo stesso Isis è piuttosto ossessionato con la presa di Roma. Uno degli attentatori del museo del Bardo a Tunisi era proprio sbarcato in Italia partendo dalla Libia tramite quegli stessi barconi.

Il primo ministro Matteo Renzi, la versione latina di Tony Blair, ha accolto con felicità queste legioni di Africani, senza avere un’idea precisa di cosa farne, se non la speranza che questi di nascosto se ne scappino in qualche altro paese UE.
Lui è stato superveloce nel definire la crisi non solo Italiana ma Europea, così adesso non solo gli Italiani ma anche le marine di altri stati (compresa la Royal Navy) vanno a cercare barche per il Mediterraneo.
Un capitano Britannico ha dichiarato che solamente in Libia sono pronti circa 450mila/500mila migranti. Il risultato è che le polizia Italiana sempre più spesso scarica pullman di africani nelle piazze delle città o nelle stazioni dei treni, che rapidamente finiscono per trasformarsi in campi profughi.
La tattica del governo è quella di cercare di spargerli in maniera più omogenea possibile in tutta la penisola per cercare di diminuire il loro impatto, ma molti sindaci, governatori e politici, soprattutto al nord, stanno iniziando a rifiutarsi.

La scabbia si diffonde, fino al momento dell’articolo erano stati rilevati 4700 casi, inoltre i medici dichiarano che almeno in un caso su quattro, il migrante è infetto da epatite C.

Italia, Grecia e UE litigano per spartirsi le quote, ma alla fine risulta sempre che ognuno è per sè, ed intanto i partiti anti-immigrazione crescono notevolmente.
La Francia, in barba a Shengen ha chiuso le proprie frontiere con l’Italia, controllando minuziosamente ogni treno, auto che entra e perfino ogni percorso pedonale di accesso in modo da respingere indietro eventuali clandestini.
Gliene hanno rimandati 6000, e la scusa è semplicissima: gli Italiani falliscono nell’identificare queste persone e nel distinguere fra migranti economici e rifugiati di guerra.
E come dargli torto ?
Anche l’Austria sta facendo la stessa identica cosa al passo del Brennero.

Al contrario di quel che dice Papa Francesco, che ok, è dovere morale salvare le vite, e viene fatto, non è però dovere morale doverle poi traghettare per forza nel proprio paese. Sono ancora pochi i politici che osano dire cosa andrebbe veramente fatto: fermare il servizio traghetto e iniziare un blocco nei confronti della Libia. [n.d.r presumo intendano “respingimenti”]

Il primo ministro Renzi fingeva che la crisi dei migranti non esistesse, ma ora che è diventata un’emergenza ha rotto il suo silenzio. Incolpa gli altri paesi della UE di mettere i propri interessi nazionali prima dell’Unione Europea, e Francia e Inghilterra in particolare di aver spodestato Gheddafi trasformando la Libia in un anarchia ingestibile. Ai tempi in cui il colonnello era ancora vivo infatti, aveva buoni rapporti con Berlusconi e Blair, e tramite accordi, gli sbarchi avvenivano solo ogni tanto.

Il signor Renzi ora minaccia di attuare il “piano B” rifiutandosi di rivelare i dettagli. L’ipotesi è che rilasci permessi temporanei a chiunque in modo che possano legalmente oltrepassare i confini Shengen e spargersi per l’Europa.

(Passaggi riassunti e tradotti dal “The spectator.co.uk” , the invasion of italy)

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