<<Di fronte alla sfida dell’aggressione islamica che ci affronta:
i politicanti catto-comunisti sedicenti “laici” insistono nel consentire (la grottesca “consulta islamica” istituita dal ministero dell’Interno, i comici “patti di cittadinanza” sollecitati da alcuni sindaci filo-musulmani, etc. etc.) pubblici e inammissibili favori e privilegi agli islamici;
le femministe “relativiste” persistono nel loro vergognoso silenzio circa le violenze sulle donne da parte degli islamici;
le associazioni di omosessuali ignorano come gli omosessuali e le lesbiche vengono trattati nei paesi islamici;
i gruppi di “volontariato sociale” incoraggiano e soddisfano in ogni modo le pretese arroganti e ingiustificate dei “rifugiati” islamici;
i giornalisti “multiculturalisti” minimizzano o giustificano con pretesti capziosi ogni evidente incompatibilità della nostra civiltà con gli islamici;
gli intellettuali “progressisti”, anziché deplorare severamente coloro che le commettono, offendono tacciandoli di “razzismo” (cosa c’entrano le “razze” con l’islam?) coloro che denunciano coraggiosamente le barbarie commesse dagli islamici;
le gerarchie ecclesiastiche di varie confessioni cristiane, anziché mettere in guardia i fedeli, continuano, sfidando il ridicolo, a tentare un impossibile dialogo e a chiamare “fratelli” gli islamici… .

L’islam vero si sta introducendo come corpo estraneo nel nostro tessuto sociale per corromperlo e snaturarlo in modo irreversibile; circondato o meglio accolto, favoreggiato da avidità, da indifferenza, da paura. E badate: dove l’islam vero arriva, le civiltà regrediscono e rischiano di morire.>>

(Giancarlo Matta)

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