C’era una volta un sito archeologico di un paese molto lontano, che vantava file interminabili di turisti vogliosi di aggirarsi in mezzo ai suoi antichi reperti e di poterli ammirare da vicino.
I tanti turisti che ogni giorno affollavano il sito erano contenti perchè il potersi avvicinare così tanto quasi da toccare i reperti, permetteva loro di scattare foto interessanti e vederne i dettagli a occhio nudo.
I gestori del sito archeologico guadagnavano molti soldi e la fama di quel luogo cresceva a dismisura.

Un bel giorno, sebbene toccare i resti fosse vietato (e ci fosse chi ogni tanto innocentemente lo facesse lo stesso, cercando comunque di prestare attenzione), a qualcuno venne in mente di spaccare il pezzo di una statua e portarsela via.
Poco tempo dopo, anche alcuni vasi antichi molto preziosi furono ritrovati danneggiati per via di qualche maldestro, (o forse malintenzionato) visitatore.
Gli eventi spiacevoli continuavano ogni tanto a capitare, perchè in mezzo a tante persone, purtroppo, c’era anche qualcuno che (intenzionalmente o meno) finiva per fare qualche danno.

La scelta fu inevitabile: se non si voleva che il danneggiamento del sito proseguisse, si doveva limitare il libero accesso alla gente, e creare un percorso obbligato dietro a delle transenne, in modo da diminuire il più possibile il rischio che qualcuno volesse portar via qualcos’altro o comunque finisse per danneggiarne altre parti.
Non sarebbe però più stato come prima: per colpa di pochi stupidi, tutti coloro che avrebbero da quel momento in poi visitato quello splendido posto, avrebbero potuto farlo ammirando solo da lontano gli elementi che lo componevano.

Se i buonisti non hanno capito la morale della storiella, in cui la maggioranza delle persone paga per tutele nate a prevenzione di comportamenti di “pochi”, tale morale è:
di sicuro fra tonnellate di persone che arrivano in Italia ci saranno sia onesti che disonesti, ma NON possiamo continuare a pagare il danno dei disonesti, per cercare di non fare un torto alla parte degli onesti che sopraggiungono in mezzo a loro.
Abbiamo il diritto e il dovere di tutelarci, e non vogliamo testare sulla nostra pelle se chi lasciamo entrare è un criminale o meno.

E vissero tutti felici e contenti.

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