Al 1° gennaio 2016 il numero totale di persone in Italia sale a 60,656 milioni di residenti.
Gli stranieri residenti in Italia sono 5,054 milioni e rappresentano l’8,3% della popolazione totale. Ovviamente il conteggio non include però tutti quegli stranieri senza fissa dimora, o quelli di cui si ignora la presenza sul nostro territorio.

Ma rispetto all’anno prima, la popolazione di cittadinanza italiana SCENDE a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179mila residenti!
E tutto questo, nonostante le “conversioni” di cittadini stranieri che ottengono la cittadinanza e quindi lo status di “Italiano”, infatti ben 136.000 nel 2015 sono “diventati” Italiani. E’ un trend in continua crescita, erano 29mila nel 2005, 66mila nel 2010!

Non solo nascono pochi Italiani e ne muoiono molti, (tale rapporto è attualmente il peggiore del dopoguerra!), ma ce ne sono tanti altri che se ne vanno dal nostro Paese.
Nell’anno appena trascorso, circa 100mila Italiani sono usciti dai nostri anagrafi per passare a residenze estere, a fronte di un ritorno in Italia di 28mila.

Per quanto riguarda gli stranieri, risulterebbero 139.000 “irreperibili”. Ovvero persone che fino all’anno prima risultavano nei nostri anagrafi come residenti, ma che per qualche motivo (spariti dal nostro Paese? Generalità false? Latitanza?) ora non vi risulterebbero più.
Gente quindi che in teoria, per lo Stato non era clandestina ma che adesso (in teoria) si va aggiungere a tutti i clandestini di cui non si sa nulla.

Urge ora come non mai, una politica fortemente incentrata sui giovani, e sulle famiglie; sulla casa e sul lavoro; concentrando welfare e iniziative, esenzioni e incentivi, verso gli Italiani che hanno (o che avranno) figli.
SE LE CULLE SONO VUOTE NON POTETE RIEMPIRLE CON BAMBINI VENUTI DA ALTRI PAESI !

Poichè se così fosse, il termine giusto per definirlo, sarebbe: “SOSTITUZIONE ETNICA“.

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