SENS, è un comune della Borgogna (Francia) a un centinaio di km a sud di Parigi.

In particolare, in una zona oltre l’arteria principale che delimita la banlieu, vivono 6 mila persone. Famiglie di immigrati, gente del Maghreb, giunti tra il ’90 e il 2000. Quando venne costruito agli inizi degli anni 70 era stato destinato come “Zup”, Zone urbaine prioritaire. Gli immigrati arrivavano e il Comune li sistemava lì: c’erano spagnoli, portoghesi, greci, anche qualche italiano. Lavoravano nelle fabbriche e nei campi. Non si stava male. Ti muovevi soprattutto a piedi, non c’erano negozi.

Ora ci sono solo telecamere di sorveglianza in cima ai palazzi. La polizia evita di entrare in questo quadrilatero poco illuminato e spoglio che dalle 22 alle 6, è sottoposto ad un coprifuoco. Vietata la circolazione a piedi o in macchina, eccetto servizi pubblici essenziali, come pompieri, ambulanze e polizia. Chi viene sorpreso per strada viene arrestato. Leggi imposte dallo stato di emergenza che durerà almeno tre mesi.
Duecento poliziotti sono stati autorizzati a girare armati anche fuori servizio. Dovranno indossare il giubbotto antiproiettile.

Le parole di un taxista dalla zona: “Bruciano un paio d’auto, arrivano i pompieri, scortati dalla polizia, partono delle sassaiole, qualche colpo di pistola. Poi torna tutto tranquillo”.

Il multiculturalismo non funziona, e andremo incontro a questo anche in Italia se non iniziamo ora a fare prevenzione.

JE12314101_848342805279611_8424697392126913754_n.jpg

Annunci