Scappare o meno da una guerra, è una scelta.
C’è chi rimane a combattere per la libertà (e per fortuna! Altrimenti noi stessi in Italia oggi non saremmo liberi), e c’è chi invece preferisce scappare.
Chi decide di fuggire però, deve farlo sottostando alle regole della nazione che provvisoriamente lo ospita fintanto che non si stabilizza la situazione nel suo paese di provenienza. Non può introdurvisi illegalmente nè, una volta entrato, violarne le leggi.

In Italia è piuttosto evidente che solo una minima parte di chi sbarca clandestinamente, stia provenendo effettivamente da conflitti La maggior parte sono imbucati che cercano di farsi spacciare per rifugiati, in modo da ottenere i benefici (che tutti conosciamo) di quello status.
Altri magari non ci provano: semplicemente si infilano nella mischia per poi girare randagi nel nostro paese, o in Europa, sempre che riescano a varcare i confini di Francia, Svizzera o Austria, che regolarmente ce li rimbalzano indietro.

Non possiamo permetterci TURISMO DEL WELFARE, specie quando gli stessi Italiani non riescono a beneficiare degli assistenzialismi che gli spetterebbero!

Ritengo che l’unico modo possibile, sia creare zone franche in Africa, protette militarmente, dove tenere chi genuinamente scappa dalla guerra. In terre geograficamente e culturalmente più vicine (magari persino confinanti) a quelle di provenienza, che permetta loro di mantenere i contatti con la terra natìa e la gente che hanno lasciato là, pronti a rientrare non appena le cose si calmano un pò.
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Se qua arrivano tutti uomini, chi sta rimanendo a combattere là ? ….donne , vecchi e bambini ?

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