Quantificare un danno, non si limita al solo fattore economico.
Ci sono tanti altri aspetti che possono avere un costo e arrecare perdita, talvolta perfino insanabile.

E’ ciò che mi viene in mente quando leggo le solite trite e ritrite risposte che sembrano quasi voler giustificare o tollerare certi spiacevoli eventi (soprattutto quando li subiscono gli altri e non loro stessi).

Mi riferisco a chi replica ai furti in abitazione (con presenza o meno di proprietari), o al borseggio in strada, o al furto con destrezza in luoghi pubblici, con risposte tipo che “i veri ladri sono i politici”.
OK, è ovvio che pagare tasse tanto salate quanto insensate arreca rabbia a tutti quanti, e stesso dicasi per chi se ne approfitta pe interessi personali, privando noi e gli altri cittadini di denaro ma:
– se i politici rubano, questo non legittima gli altri di farlo! Anzi… a maggior ragione, se già abbiamo chi lo fa, dovremmo cercare di diminuirne il più possibile il numero, in ogni ambito.
– chi ti ruba in casa o borseggia, a differenza della “tassa”, è qualcuno che è entrato in contatto intimo con te. E’ qualcuno che è andato fisicamente a mettere mano in oggetti di tua proprietà. E questi oggetti, possono sì talvolta essere di valore economico , ma il più delle volte il valore è affettivo e sentimentale.

Il più delle volte è il trauma che ci rimane, quella sensazione di violazione che ci costringerà in futuro ad avere sempre un certo senso di allerta a cui, nella nostra ingenua spensieratezza, non eravamo abituati; un trauma che ci costringerà ad una sempre maggiore diffidenza, e ci costringerà a non poterci permettere di abbassare mai la guardia.

Furti sentimentali, traumi psicologici, violazioni di spazi personali ….. e non solo danni economici.
Chi ti ruba in casa o da dentro la tasca, ti ha portato via ben molto più del valore economico che attribuisci alla refurtiva.

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