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“E’ in corso oggi una delegittimazione dei fondamenti stessi su cui si regge Schengen. Il trattato garantisce infatti la libera circolazione sia dei cittadini europei dei Paesi aderenti a Schengen che dei rifugiati che vi hanno chiesto diritto d’asilo. Il problema è che c’è stato ultimamente – sull’onda emotiva e numerica dell’arrivo di massa dei disperati – un abuso nella concessione di status di rifugiato, un’elargizione quasi umanitaria, che però non fa i conti con la realtà dei Paesi di arrivo e con il rispetto dei principi giuridici che ispirano il trattato. Se quel diritto viene esteso infatti a centinaia di migliaia di rifugiati o presunti tali, viene meno il principio che anima Schengen, cioè il riconoscimento e la difesa della comune cittadinanza europea, una garanzia al contempo liberale e identitaria.

Quel principio è legato infatti alla condivisione non solo di una patente formale di cittadinanza, ma anche di un patrimonio di valori e di comportamenti, legittimato da un comune sentire che si traduce in un agire conforme sia alle leggi che allo spirito di una civiltà. Se chi invece gode di quel diritto (per benefica concessione del legislatore) crede di potere perciò applicare nello spazio libero in cui si muove gli stessi atteggiamenti e gli stessi vizi culturali del suo Paese di origine, allora si pone un problema enorme. E sono facili a verificarsi episodi simili se non peggiori a quelli avvenuti a Colonia la notte di Capodanno.

Accettare Schengen significa quindi anche accettare un codice comune di regole e principi che caratterizzano e uniscono (facendone comunità) gli Stati che vi aderiscono. Chi non accetta quelle norme e non condivide quei valori non può beneficiare degli stessi diritti di un cittadino europeo. Non può muoversi liberamente nel nostro continente. Perché con i suoi comportamenti inibisce la libertà altrui e si mostra poco degno di godere della libertà di circolazione.

In un’ottica liberale è dunque lecito chiudere le frontiere agli illiberali. Limitare la concessione dello status di rifugiato a casi eccezionali. E negare Schengen a chi si rivela immeritevole di goderne”.

(Gianluca Veneziani)

Personalmente ritengo nel nostro interesse rivedere completamente la nostra appartenenza alla UE, per lo più pilotata da Germania e soci, con i suoi vincoli surreali e la cessione di sovranità. Sarei farevole a ritornare come una volta all’area CEE limitando l’Unione agli interessi commerciali, e quindi alla sola libera circolazione di merci. Non di persone, perchè si rivela troppo pericoloso e svantaggioso.

Nel frattempo pare che la UE abbia allungato a 2 anni la possibilità di sospendere il trattato. Ma noi in Italia, ovviamente, facciamo di tutto pur di non prendere iniziative per tutelarci.

 

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