eussr.jpg L’Unione Europea, così com’è, non ha ragion d’esistere.
Ci son troppe differenze fra gli Stati, e spesso anche interessi diversi, come è normale avvenga in paesi distanti fra loro.
Ogni nazione vorrebbe gestire, secondo una propria logica, i flussi migratori, in maniera coerente alla propria conformazione territoriale e al proprio retaggio culturale.
L’esempio più evidente lo abbiamo con gli Stati dell’Europa Orientale, più recentemente aggregatisi in UE. Quell’Europa occidentale, un tempo tanto attraente, ora li turba, li spaventa per i milioni di musulmani che ha integrato o che ospita, e dai quali scaturiscono rivolte (le periferie francesi) o attentati ( Charlie Hebdo ).
L’apertura delle frontiere, in particolare l’ accordo di Schengen, non è stata accompagnata dall’accettazione di una società multiculturale, che pare implicita. I tempi di assorbimento a cui ogni Stato è costretto sono poi inaccettabili, vedendo le pressioni migratorie a cui siamo sottoposti.
Accordi come il trattato di Dublino e il trattato di Shengen, si stanno rivelando inefficaci ed obsoleti di fronte a un vero e proprio tsunami umano.
I disperati da fuori cercano di entrare, gli esasperati da dentro vorrebbero evitare di essere travolti socialmente ed economicamente.

Personalmente, vedrei bene limitare gli Stati ad accordi commerciali simili al MEC di una volta, ma evitare politiche sociali comuni, perchè è giusto che ogni realtà si gestisca localmente come meglio crede, facendo ciò che è meglio per il proprio territorio.
Esistono comunque già acune vie di mezzo: Gran Bretagna e Irlanda ad esempio hanno aderito al Trattato soltanto in parte e non rientrano nell’area di libera circolazione di Schengen. Il Regno Unito, nel 1999, ha chiesto di partecipare ad alcuni aspetti del trattato europeo: la cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale, la lotta contro il narcotraffico e il SIS.
Per elementi secondari, le politiche comuni possono funzionare, ma senza togliere la sovranità alle nazioni che la compongono.

Renzi, spaventato dall’incedere dell’Euroscetticismo, tempo fa, cercando di elogiare l’Unione Europea, dichiarò con aria commossa, che sognava gli “Stati Uniti d’Europa”. Ma qua, vedendo certe situazioni, sembra più un Unione Sovietica d’Europa…. chissà, magari a lui sta più che bene così.
Non ultima la Boldrini, arcinota per dichiarazioni e iniziative pressochè distruttive per il popolo Italiano, ma spacciate per “aperte” , “umanitarie” e “progressiste”, ha appoggiato l’intenzione di raggiungere gli Stati Uniti d’Europa. Ma la gente, pensa che siano davvero questi gli obbiettivi giusti?
Per come siamo messi adesso, se proprio si sente il bisogno di dover fare parte di uno “Stati Uniti…” di qualcosa, vista la nostra scarsa coesione sociale, mi sa che l’unico sarebbe una sorta di: “Stati Uniti d’Italia”.

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