Cito le parole di Maurizio Blondet, profetiche se non reagiremo prima che sia troppo tardi:

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Provatevi ad immaginare cosa faranno “i profughi” che arrivano troppo numerosi e troppo rapidamente per sperare di “integrarli”, e arrivano sapendo bene che li manteniamo, li paghiamo persino per la nostra civiltà. Nei primi due mesi dell’anno sono arrivati in Italia già in 131 mila; a fine anno saranno un milione (che si aggiunge ai cinque che già vivono qui). Provatevi a immaginare quando saranno 3, 5, quindici milioni. Saranno senza lavoro. Accampati dove capita, dentro le metropolitane come ad Atene, o sotto le tende come a Calais. Come là, cacheranno dove capita e cominceranno a rubacchiare, a minacciare; ci vedranno deboli, e capiranno a volo che possono fare di tutto. Come s’è già visto nelle residenze improvvisate in Germania, porteranno via ai soccorritori quello che, caritatevoli, portano; non aspetteranno la disciplinata distribuzione della roba, arrafferanno. In gruppi abbastanza numerosi da far paura alla polizia (l’avete visto a Capodanno) faranno la spesa nei supermercati senza pagare – a Calais avevano cominciato. Porteranno via il borsellino alle vecchiette. Presto, andare a fare la spesa sarà difficile. Forse impossibile, perché i supermercati chiuderanno – a meno di non fornirsi di vigilantes armati. Naturalmente si prenderanno le ragazze. Lo stanno già facendo. Ammazzeranno, diventando sempre più audaci.

Magari in quaranta entreranno a casa nostra e ci manderanno sulla strada noi. Saremo in grado di difenderci? I giudici ci impediranno di usare le armi. Forse sarà troppo tardi loro saranno troppi, più di noi. Più giovani, più affamati, più adusi alla violenza.

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