Post di Giuseppe:
<<Vivo a Milano e ho un’età che mi consente di ricordare gli anni 80. Posso fare un’analisi degli ultimi 30 anni del mondo imprenditoriale e più in generale economico: è un dato di fatto che l’invasione di stranieri iniziata negli anni 90 è voluta dall’intero mondo politico-industriale-imprenditoriale; si tratta di mano d’opera a basso costo, forza lavoro pressoché a costo zero. Si fa presto a capire che quindi dietro l’immigrazione c’è un interesse economico delle medie e grandi imprese, delle multinazionali e di conseguenza del mondo politico. Detto ciò sappiamo benissimo che l’uomo davanti al denaro è accecato e reticente. Quindi poco importa se gli “schiavi” che arrivano siano mussulmani o cristiani, bianchi o neri, belli o brutti, basta che arrivino.
Questo meccanismo ha creato ancor più ricchezza ai già ricchi industriali ma ha creato un degrado e un impoverimento generale della restante popolazione (operai, impiegati, piccoli commercianti, artigiani). Insomma la Milano della moda, della borsa, della tv, dell’innovazione, del benessere, del lavoro, si sta lentamente spegnendo. Dalla metà degli anni 90 in poi ha invertito la rotta: è regredita sensibilmente anno dopo anno. Dalle discoteche e i locali alla moda degli anni 80 siamo finiti ai kebab e ai bar cinesi dei giorni d’oggi. Siamo tornati indietro di almeno 50 anni.
In tutto questo gli unici che ne fanno le spese sono gli italiani che per vivere hanno bisogno di lavorare (la gran parte della popolazione). Si perché, con l’arrivo degli immigrati, il costo della manodopera è iniziata a scendere, mettendo alle strette gli italiani che per continuare a lavorare si sono dovuti adattare, vedendo le loro paghe e i loro compensi diminuire o nei settori non intaccati (forze dell’ordine, posti statali, comunali, trasporti) vedendo le loro paghe non aumentare più da oltre 20 anni. Gli stranieri che lavorano nel nostro paese si accontentano di poco perché sono abituati ad avere ancora meno, perché quel poco che guadagnano non lo spendono sul nostro territorio ma lo spediscono ai loro paesi dove costruiscono ville e palazzi con pochi euro. Il loro intento è di vivere qua un periodo di tempo prestabilito, non pagare niente (case, servizi, trasporti, ecc..) e spedire nei loro paesi più soldi possibili.
Per i musulmani il discorso è da fare a parte: il problema principale è l’intregalismo che insita nell’islam. Anche chi crede di non essere integralista lo è. La loro vita è scandita dalla religione, non c’è giorno dove un musulmano non pensa alla religione. Pregano 5 volte al giorno, non mangiano maiale, non bevono, la donna viene trattata peggio dei nostri cani, è costretta a vestirsi in modo a dir poco ridicolo, a coprirsi il capo, ecc… Capite che la loro vita è pesantemente condizionata dalla religione e per questa ragione non si integreranno mai con noi. Questo modo di vivere è in contrasto con il nostro pensiero e con le democrazie occidentali. Non è possibile che si uccide in nome della religione come nel medioevo! Non si può chiamare infedele chi non è musulmano!
Tutto questo comunque ha origine lontane; il pensiero di globalizzazione mondiale, che prevede tra l’altro anche il mescolarsi delle varie razze, ha avuto la meglio sul pensiero nazionalista (tanto combattuto dalla Fallaci). Sono dell’idea che un eccesso di libertà sia dannoso per l’uomo. Ma chi può delimitare le libertà del popolo?>>
(Nella foto: Milano-Rogoredo)rogoredo.jpg

 

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