bergogliopiedifd028ba4fa7baf59a7cffaf5e57c9e0corig_main.jpgE’ piuttosto fuori luogo la frase “E SCOMMETTO CHE POI ALLA DOMENICA ANDATE ANCHE IN CHIESA” , aggiunta un po quà e un po là, da chi solleva invettive contro chi è contrario a un assistenzialismo insostenibile come quello legato all’attuale invasione di disperati (e non).

Innanzi tutto, per fortuna, non vige la Shariah islamica nel nostro paese e pertanto le decisioni prese a riguardo di questioni governative, non vedono applicare “leggi” relative a libri sacri di qualche millennio fa.
Se c’è un problema da risolvere, lo si fa considerando le risorse disponibili e le eventuali opzioni operabili, non lo decide un esponente religioso, che può al massimo dare incoraggiamenti o suggerimenti, ma non legiferare al posto della democrazia.
Ognuno di noi comunque, può ispirare la propria morale, a dettami spirituali, e vivere in accordo ad essi.
Il Cristianesimo non annulla il buon senso, nè la capacità di valutare autonomamente.
Il Cristianesimo concede il LIBERO ARBITRIO.
Questo significa che tutti coloro che praticano questa religione, e che eventualmente vanno la domenica in chiesa, non sono obbligati a dover accettare tutti i dogmi al 100%, laddove nel 2016 risultino non applicabili.
Quindi rappresenta un RIFERIMENTO, che può dare sostegno ed indicare la via, ma non è obbligatorio da seguire in ogni suo minimo aspetto. Magari nell’ottica del buon Cristiano sarà sbagliato non abbracciarlo in toto, ma non è necessariamente punibile, poichè viene concessa la libertà di sbagliare.

Se Papa Francesco dice qualcosa. Posso essere d’accordo con alcune cose, ma essere in disaccordo su altre ?
Come in tutte le cose, io valuto oggettivamente ciò che viene detto, indipendentemente dalla provenienza.
Quindi, se non ci sono “fedeli” pronti a farsi saltare in aria per raggiungere il paradiso e le 72 vergini, ma ci sono fedeli più contenuti, ciò non fa di loro “Cristiani a corrente alternata”. Piuttosto sono Cristiani che usano la propria testa, scindendo da un lato la guida spirituale, e dall’altro lato le esigenze applicative che alcune problematiche odierne richiedono.
Altri magari non lo sono sotto il profilo esistenziale, ma solamente per quanto riguarda le tradizioni, l’arte, la cultura e le ricorrenze, da sempre profondamente legate al nostro patrimonio e al nostro passato storico.
Sono libere scelte, e qualunque esse siano, non inficiano la libertà di autodeterminazione e la propria identità.

Va bene aiutare il nostro prossimo – ma se non siamo più in grado di farlo potremo riprendere quando disporremo di qualcosa in più.
Va bene che di fronte a Dio siamo tutti uguali – ma senza ipocrisie in un contesto in cui l’aiuto non può essere infinito ma limitato, io aiuto prima i miei figli, la mia famiglia, i miei amici, i miei cari , la mia gente e alla fine gli altri. (Forse io ho la sfacciataggine di ammettarlo. Ma senza ipocrisie quanti toglierebbero veramente poi il pane dalla bocca dei propri figli per darlo a uno sconosciuto?)
Va bene porgere l’altra guancia – concedendo una seconda possibilità a chi sbaglia o a chi ci fa un torto. Ma quando la cosa si ripete e ripete, inizia a diventare ingenuità lasciare che qualcuno abusi del nostro buon cuore. A quel punto non si porgono più altre guance, e il nostro buon cuore lo si rivolge piuttosto ad altri più meritevoli.

C’è una grossa differenza quindi tra essere Cristiani (o laici, o atei), e il FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

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