“We are not terrorist” un cartello mostrato durante lo sgombero a Calais (Francia), dove le autorità hanno fatto parziale pulizia della cosiddetta “jungla”, ovvero la baraccopoli di clandestini in attesa di imbucarsi per l’Inghilterra.

Il problema è proprio quello: sollevare un cartello dove tu garantisci di non essere terrorista è un po poco. Serve una documentazione un po’ più affidabile che la sola parola.
E se anche fosse, che non sei terrorista, siccome in Francia non ci sono guerre, e vuoi andare in Inghilterra solo per motivi di comodo (o economici), allora fai la fila come tutti gli altri: lo status di rifugiato, se fosse mai stato veritiero, è svanito! Sei già salvo lì, se ti sposti diventi migrante economico come gli altri.

Vedendo nei filmati gente che con le mazze da baseball colpisce violentemente i camion che passano, accelerando spaventati verso il tunnel, viene da riflettere con che piede sbagliato tu inizi il rapporto di ospite, se parti con una tale prepotenza, violenza e in barba alle leggi, non solo del posto, ma proprio universali di civiltà che valgono ovunque! L’aggressione non solo non è educata, ma non è proprio contemplata come modalità di interazione civile….

Questa gente non sta scappando dalle guerre, se così fosse, in quanto avente già ottenuto riparo, rimarrebbe dove si trova, in attesa di rientrare nel proprio Paese una volta che le cose si saranno calmate. Se scappi per davvero, lo fai in un Paese confinante col tuo, o comunque più vicino geograficamente e culturalmente alla realtà da cui vai scappando. Andarsene in nord Europa non è scappare da una guerra, è volersi sistemare con il welfare altrui.

…..ma bisogna per forza scappare ? Chi rimane a combattere per la libertà ? Donne, vecchi e bambini ?!?

Dozens-of-migrants-gather-near-lorries-which-head-towards-the-ferry-terminal-in-Calais.jpg

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