DHIMMI:
Un dhimmi è un suddito non-musulmano di uno Stato governato dalla shari’a: la legge islamica.

TAHARRUSH:
Un tempo ci si riferiva in Egitto principalmente alla molestia e stupro di bambini. Oggi con Taharrush jamaʿi si intende letteralmente “molestia collettiva”, come quelle di gruppo avvenute a Colonia e in altre città nel capodanno 2015/2016.

TAQIYYA:
La possibilità di nascondere o addirittura rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare l’adesione a un gruppo religioso, e di non praticare i riti obbligatori previsti dalla religione islamica. Buon viso a cattivo gioco.

KHARAJ:
E’ un tassa che viene applicata alle popolazioni sottomesse alla legge islamica, a cui viene concesso di rimanere.

SHARIA:
E’ la legge islamica. Una sorta di inquisizione odierna che mescola religione e legge.

RAJIM:
Significa “lapidare”, è la pena prevista nel diritto islamico per il reato di ZINA (relazione sessuale illecita).

RIDDA:
Significa “apostasia”, ovvero l’aver abbandonato la religione islamica. La sanzione prevista è la pena di morte.

TAKFIR:
E’ l’empietà massima, rivolta a chi sia giudicato gravemente e imperdonabilmente empio (ad esempio un “apostata”), e quindi destinato alla pena di morte.

JIHAD:
Letteralmente significa “sforzo” e può indicare la guerra santa condotta contro gli infedeli.

SHAHID:
“Testimone della fede” ovvero: martire.
Per gli occidentali sono kamikaze ma nella considerazione islamica il termine usato per definire il loro operato è ʿamaliyyāt al-istishādiyya, ovvero “operazioni di testimonianza”, pertanto sono dei martiri che hanno portato avanti la Jihad.

ALLAHU AKBAR:
“Allah è il più grande”, è una frase ripetuta spesso dai fedeli, talvolta perfino in situazioni che precedono un attentato.

KAFIR:
E’ colui che non crede nel Dio Isamico. Un infedele.

GISHIRI:
E’ un tipo di infibulazione, ovvero mutilazione dei genitali femminili mediante l’asportazione del clitoride.

FATWA:
E’ un responso giuridico su questioni riguardanti il diritto islamico o pratiche di culto. In Italia ha avuto notorietà quella pronunciata dall’ayatollah Khomeini nel 1989 che condannava a morte.
Può riguardare pressoché qualunque aspetto della vita individuale, delle norme sociali e religiose, della guerra e della politica del mondo islamico.

ID AL-ADHA:
Festa del sacrificio o dello sgozzamento. E’ un rito annuale in cui vengono uccisi animali tramite la recisione della giugulare in modo che il sangue possa defluire. Per la legislazione coranica il sangue è impuro ed è quindi proibito il mangiarlo, pertanto viene fatto sgorgare in terra.

HALAL:
E’ ciò che è lecito, anche in ambito alimentare.
Nella macellazione rituale ad esempio gli animali sono costretti a rimanere coscienti durante il proprio dissanguamento senza venire preventivamente storditi.

NIKAH MUTAH:
Matrimonio temporaneo. (Mi domando come possano essere i rapporti vicino alla scadenza del termine).
La poligamia è ammessa fino a 4 mogli, mentre la poliandria (eventuali più mariti) è totalmente vietata.

HAWALA:
E’ un sistema di trasferimento di valori.
Dall’Italia esce molto indotto in paesi esteri proprio attraverso questa pratica.

UMMA:
“comunità”, “nazione”, “etnia”, forse a qualcuno può vagamente ricordare il concetto di “la rassa” Messicana.

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